"ilmondodisusanna, racconti del campo e altri animali" di Susanna Rigutti

Editoriale Programma

recensione di Maria Irene Cimmino

Mollare tutto per dedicarsi anima e corpo alla terra e ai suoi frutti: sembra una storia d’altri tempi, cose di un passato lontano. Invece accade anche adesso alle nostre latitudini, dove un fazzoletto di terra riarsa e scontrosa come il Carso triestino, di cui sterpi e arbusti aggrovigliati, erbacce e abbandono ne sono diventati padroni assoluti, può rappresentare un porto sicuro, un angolo di paradiso dove ritrovare se stessi e la voglia di realizzare i propri sogni.

Ecco il Mondodisusanna, scritto tutto attaccato perché non ci deve essere spazio fra il sognare e la messa in pratica dei desideri: un ambiente che l’autrice ha ricreato con l’ostinazione che spesso caratterizza le donne tenaci.
A dispetto della crisi, dell’imbarbarimento del mondo del lavoro e della società cui la definizione di frenetica e spersonalizzante sta sempre a pennello, Susanna acquista un piccolo pastino (terrazzamenti tipici dell’altipiano carsico) dove crea un orto, un frutteto e costruisce un pollaio per ospitare galline, oche e conigli.

Da queste esperienze agresti l’autrice ricava tante piccole storie, per raccontare i travagli della sistemazione del terreno, la messa a dimora delle prime piante, l’emozione delle primavere e i disagi dell’inverno, dove la natura non è sempre benigna, ma dove si impara che convivere con gli animali, le piante, gli elementi naturali fa bene e la fatica fisica non è mai fine a se stessa. Si agisce secondo ritmi ancestrali, non con quelli forsennati imposti dalle regole commerciali. Il brusio di sottofondo è costituito non dai condizionatori e dai computer, ma dal vento, il vociare scomposto è soppiantato dal chioccolio dell’acqua e dal canto degli uccelli.

Storie che odorano di terra smossa e bosco. Storie di oche e galline, di cani e gatti, in un vortice di ironia e tenerezza, nicchie letterarie dedicate alla bellezza semplice e mai scontata dell’ambiente naturale con cui noi umani tecnologizzati per forza o per dovere non sappiamo più convivere.
Nonostante un uso troppo disinvolto dei puntini di sospensione e delle esclamazioni, la scrittura di Susanna Rigutti è semplice ma di grande impatto emotivo, per sorridere, riflettere e capire che si può sempre ricominciare e inventarsi un mondo che prima non c'era e adesso c'è.