"Guardo il suo mondo dall'alto"

Mi ricordo di un  lungo viaggio, un sacco di tempo fa,  sballottato in una cassa, al buio. E poi un passaggio di mano in mano e un via vai frenetico davanti a due vetrine, lungo una strada elegante nel centro di una città, in un mattino di pioggia.
Da quel bancone dove mi avevano sistemato, potevo vedere i clienti che si sporgevano per sfogliare, commentare, ridere e parlottare fra loro sui miei compagni di avventura con i quali avevo cercato spesso di comunicare, così, tanto per fare due chiacchiere, ma nessuno mi aveva dato retta. Nessuno di loro mi aveva degnato della minima considerazione. Erano romanzi d’amore, gialli, libri di viaggio, di fiabe per bambini, libri di ricette. Niente. Muti come pesci, pieni di spocchia. Forse perché ero l’ultimo arrivato. Chi mi conosceva, chi aveva sentito parlare di me?
Un giorno entrò nel negozio una donna. Si fermò a dare un'occhiata ai titoli sistemati l'uno accanto all’altro senza un ordine preciso.

La osservai sfiorarci con le dita: tocchi leggeri, gentili, come solo le donne sanno fare. A noi libri piace essere accarezzati, aperti, osservati, anche se in modo fuggevole, anche se solo per un attimo.
Continuò a guardarci a lungo, o forse per alcuni minuti, che a me sembrarono ore. Dai,  ricordo che pensai, sono qui. Lei fece finta di non sentirmi, come se non esistessi, lo so per certo. Si soffermò sulla mia copertina color seppia, con una foto che aveva a che fare con la neve, e sul quel titolo un po’ strano, aggrottando la fronte.  Mi prese fra le sue mani, lesse le parole sul risvolto e la biografia del mio autore.
Sentii chiara e forte la sua voce: lo compro, disse e fui suo.
Un fremito mi attraversò tutto.  Ricordo ancora l’emozione di stare accanto a lei, di giorno e di notte, sul divano, sul tavolo da pranzo, sul comodino, nella sua borsetta fra mille cianfrusaglie. Che emozione sentire che parlava di me, con quella sua risata squillante. Ero diventato il suo argomento di conversazione preferito. E mi si riempirono le pagine di orgoglio.

Ora mi riposo dalle fatiche, sullo scaffale della libreria e guardo il suo mondo dall’alto:posizione privilegiata. Aspetterò paziente che nuove mani mi tocchino, altri occhi mi guardino, che altri provino le stesse sue emozioni. Noi libri non siamo solo parole, ma mondi di immagini. Non ci riduciamo a semplici frasi, ma siamo tutti i pensieri che la vita ha creato, un nessun luogo e un dappertutto, perché la storia continui e continui all’infinito: noi vivremo per sempre.

Irons