"L'attesa" di Pamela Gotti

La piccola volante, 2013
Penelope aspetta ogni notte che Lui arrivi e la liberi dalla sua prigione. Dal Padiglione A della clinica in cui è relegata e da cui ogni notte sogna di fuggire. Nel frattempo, vive e racconta. Inventa delle storie avventurose, ironiche, nostalgiche e vivide per Martina, la ragazzina che non vuole parlare. Oppure elabora ingegnosi piani di fuga con Eligio, il vecchietto del Padiglione C che hagirato il mondo per i suoi studi d'etologia. Delle volte si immerge a Valencia con Lola, la donna che ha perso il suo vero volto, nei ricordi del Passato Migliore ricco di passione e risate. E poi ci sono quella ficcanaso di Olga, Damiano con la sua sciarpa calcata sul naso, Ettore e la sua mamma Mangusta... L'attesa è un romanzo a cornice, in cui le storie dei personaggi e i racconti fantastici di Penelope convivono e si fondono in un'unica trama. Per dar vita a un ordito prezioso, microcosmo in cui si muovono tutte le vite che le pagine riescono, per un poco, a illuminare.
Dal romanzo l'autrice ha tratto una riduzione teatrale, dal titolo omonimo, in collaborazione con l'autore e regista triestino Gianfranco Sodomaco e la stessa è stata messa in scena per la prima volta dall'associazione culturale “La macchina del testo”, nel mese di maggio 2014.

 

PRESENTAZIONE DE “L'ATTESA”- 13 DICEMBRE 2013

Introduzione Franco

L'attesa è nata da un gioco e dalla mia voglia di sperimentare con la scrittura. Ho sempre amato scrivere, sin da quando ho imparato a farlo e naturalmente amo moltissimo leggere e adoro le storie di tutti i generi, soprattutto quelle surreali, che partono dalla realtà per arrivare chissà dove. E' stato proprio grazie a questa predilezione che ho incontrato LaPiccolaVolante e i suoi laboratori di scrittura. Si tratta di una casa editrice sarda, indipendente, che propone periodicamente sul suo sito dei giochi concorsi a tema. Da un'idea spesso strampalata e sempre molto complessa, si deve arrivare a costruire un racconto.

Penelope e la sua attesa sono nate così, da un gioco. Il tema prevedeva di scegliere un personaggio della letteratura classica o moderna e di trasferirlo in un'altra realtà, molto diversa dal contesto da cui origina. Io ho scelto Penelope un po' per caso. Conosco l'Odissea, mi piace, ma non sono una cultrice di Omero e dei poemi epici. Semplicemente, mi ha sempre incuriosito la figura di questa donna che aspetta fiduciosa e che tesse di giorno la sua tela per poi scioglierla di notte, aspettando il suo Ulisse che tarda a tornare a Itaca. L'ho sempre trovata “strana”, eccezionalmente forte e resistente. Un po' come quei monaci tibetani che costruiscono meravigliosi mandala con la sabbia colorata, per poi distruggerli e ricominciarne altri. Una sorta di meditazione che rafforza la volontà tenedo a bada l'Ego. Eppure potrebbe anche ricordare il disturbo ossessivo compulsivo: un atteggiamento ripetitivo e apparentemente insensato, che serve solo a calmare l'ansia della vita, per evitare, in effetti, di vivere davvero. Così ho voluto unire i due aspetti: la follia e la saggezza  che stanno dietro ad un'attesa senza fine. Quindi la mia Penelope aspetta il suo Lui in manicomio, ma non in uno di quei manicomi prebasagliani. Non volevo costruire una storia strappalacrime  per poter poi dire alla fine “Che bello, meno male che i manicomi non esistono più”.

Non volevo nemmeno parlare della follia in senso stretto, come in un manuale di psichiatria. Volevo invece raccontare di come la diversità continua a non essere gradita. Cambiano i mezzi e gli strumenti e a volte anche le definizioni, ma sempre con lo stesso scopo di tenerla lontana della “società dei sani”. Di fatto si continua a condannarla o a tenerla a distnza. Forse perchè può creare emulazione o forse perchè fa paura. Così i “matti” della mia storia sono persone qualsiasi, estratte da situazioni qualsiasi, che però presentano dei punti di vista diversi da quelli della maggior parte degli altri. Per questo le loro famiglie, che non li capiscono, hanno pensato di allontanarli e di metterli in una bella clinica privata, dove possono tranquillamente manifestare se stessi senza dare fastidio a nessuno.

A dir la verità a qualcuno danno fastidio. Ai medici e agli infermieri della clinica, per esempio. Come il dottor Alberto.

Lettura del Dottor Alberto. Così, in questa prigione dorata ognuno resta chiuso dentro il proprio punto di vista e soltanto le pastigliette quotidiane riescono a mantenere una calma asettica, piacevole per il personale della clinica. Penelope però le pastigliette non le prende, le sputa nel water  e così fa amicizia con alcune persone interessanti. Con Martina, ad esempio, una ragazzina che non vuole parlare a cui Penelope racconta delle storie per farle conoscere il mondo che c'è fuori e la magia della vita.

Lettura di Martina. Penelope fa amicizia anche con Eligio, un vecchietto smemorato che organizza complessi piani di fuga, in cui finisce sempre per essere coinvolta. Litiga con Olga, la sua compagna di stanza collerica e snob. Cerca di capire Ettore e vorrebbe scavare sotto i suoi spessi strati di ciccia per sapere chi è veramente. Osserva Damiano e la sua difficoltà  sopportare l'atmofera terrestre e tutte le sue pesantezze. Ascolta gli episodi piccanti e divertenti pseudo-autobiografici raccontati da Lola, una donna che non fa che rimpiangere il suo PassatoMigliore, convinta di aver perso il suo vero volto.

Lettura di Lola. I personaggi del romanzo riescono a trovare un via di uscita dalla reclusione attraverso le storie, all''intreccio delle trame, come in arazzo o in una grande tela da fare e disfare. Penelope e gli altri, ognuno a suo modo, compiono un percorso per uscire dalla propria prigione che sostanzialmente non è altro che la propria stessa mente.

Proprio grazie al racconto di se stessi riescono ad uscire dal proprio schema e incontrare, anche se solo fugacemente l'Altro.

Lettura di Penelope


Link in cui si parla del libro:
Facebook: L'attesa;
pagina dell'editore: La piccola volante
recensioni: http://annessieconnessi.net/lattesa-p-gotti/; http://www.mangialibri.com/node/13464