Massimo Novarin, "Forse il vento"

Il romanzo si sviluppa nel corso di un anno: è un periodo nella vita di un professore di storia, sulla quarantina, che sta tenendo un corso sul Perù e l’architettura incaica e preincaica all’università di Bologna. Parallelamente si sviluppa la storia di Stella, sorella del professore, che da anni fa l’archeologa in Perù, nel sito di Chan Chan.
La trama si muove tra Bologna e Trieste, in particolare nella laguna di Grado e nel sito archeologico di Aquileia dove i protagonisti hanno vissuto l’infanzia, appassionandosi alla storia, alla ricerca.

E’ un romanzo profondamente morale, che segue un percorso molto definito, dalla superficie fino al cuore della vita dei protagonisti, e man mano che si procede prendono forma, appaiono, si approfondiscono, le tematiche guida che sono l’ossatura del racconto. 
Appare una ragazza, una studentessa un po' alternativa, Anna, con cui il professore inizierà una relazione. Appaiono antichi amici bambini, che scorrazzano in bici con il protagonista bambino anch'egli nelle strade polverose della bassa.
Appare una Madre, forte e carismatica, che domina la scena e la vecchia casa di famiglia, ai margini della Laguna di Grado.
Sono infatti forti i ricordi dell'infanzia dei due protagonisti nella laguna di Grado e Trieste, a bilanciare la vita di tutti i giorni, nella Bologna del professore; e ci sono naturalmente viaggi in Perù, e anche qualche breve accenno ad altri viaggi, componente importante della trama: i viaggi infatti sono spunto di riflessione, sono i momenti in cui i protagonisti riescono a bloccare il tempo e fare il punto della situazione.
E c'è Trieste. Sempre. E il vento: una Bora forte e decisa e continua, che batte le vie e i volti dei protagonisti e muove le luci e le ombre, rendendo il presente ondeggiante, e le certezze fragili.

La trama è resa viva, attuale, reale, da riferimenti specifici a eventi accaduti nell'anno in cui si svolge, il 2007: si toccano argomenti delicati e altri che fanno parte del nostro quotidiano discutere (l’immigrazione, la sicurezza, la religione, le passioni, …) ma solo nella Storia, nell’Archeologia, i protagonisti sembrano trovare pace e linearità di ragionamento.

I due protagonisti, ognuno a modo proprio, attraversano un “inferno”, un momento difficile, che solo grazie all’incontro con nuove persone e al loro riavvicinamento sapranno superare, e proprio a Cuzco ha luogo la fase più importante di questo loro percorso, che porterà alla fine della storia.
E’ un romanzo in cui qualunque accenno o approfondimento culturale non è fine a se stesso, e non è solo cornice del racconto: proprio l’attrazione verso il Perù porterà alla soluzione della trama, e a svelare un mistero in cui all'improvviso il lettore si trova invischiato.
“Non è ancora bora ma forse lo diventerà. E tra poco porterà pioggia. E odore di nord e di est. E di tutta questa storia"