Massimo Grusovin

Sono stato cosa informe, flaccida e molliccia.
Sono stato un pallone bucato, un orologio fermo, una saracinesca abbassata.
Un grande albero morente. Una cocciniglia, un ragno, un gatto, un cane.
Un feto abortito.
Simbionte sono stato: carne e metallo.
Uomo sono stato. Colto intellettuale, professore all'Università e allo stesso tempo profondamente ignorante. Ho saputo amare e fare all'amore.
Poliziotto e teppista.
Sono stato un immigrato clandestino. Mi hanno deriso, sputato addosso, torturato. Mi hanno crocifisso.
Donna sono stato. Madre e prostituta, maga e santa.
Ho conosciuto tante persone che nemmeno le so contare. Guardandole sempre dentro nei loro pensieri più intimi. Ho fatto mie le loro imprese più eroiche e le loro meschinità. Sono sceso all'inferno e salito in paradiso.
Ho costruito cattedrali, così ardite che nessun architetto riesce ad imitarle.
Tutti i paesi del mondo ho visitato viaggiando senza sosta. E anche oltre, fra le infinite galassie sorprendendomi della loro meravigliosa diversità. Ho veduto cose che nessun essere umano ha mai potuto osservare.
Oppure ho solamente scritto.

Massimo Grusovin