Maria Luisa Grandi, "La famiglia Von Sonderburg"

La famiglia von Sonderburg è la storia di una nobile famiglia asburgica, triestina, a cavallo della Grande Guerra.
La storia è ambientata a Trieste che, alla vigilia del conflitto, era un’importante città dell’Impero, orgogliosa di esserlo, seconda solo a Vienna, crogiolo di razze, culture e intellettualità, attiva e laboriosa per commerci e strutture portuali moderne. Trieste rappresentava un laboratorio politico, moderno, antesignano di un modello europeo forse non ancora realizzato nell’Europa odierna.
Il romanzo racconta la parabola della famiglia von Sonderburg, a partire dal 1913 fino al 1921. Brillante all’inizio, quando la famiglia è la massimo dello splendore, successivamente preoccupata dai venti di guerra che si profilano all’orizzonte, infine travolta dalle sorti dell’Impero. Tuttavia, nel finale, la famiglia ritrova, con orgoglio, forza ed energia per rinascere. Infatti, dopo l’inevitabile fuga a Vienna, a seguito della sconfitta degli Imperi Centrali, Ferdinando decide di tornare a Trieste, nella villa di famiglia, assieme alla moglie e ai due figli piccoli. Trovano certamente una città diversa, ma sempre ricca di fascino. Nonostante tutto è la città che i von Sonderburg amano e a cui non sanno rinunciare.
E’ descritto il buon senso e la larghezza di vedute degli asburgici nati e residenti a Trieste e Gorizia. Ciò è reso evidente da come gli anziani conti von Sonderburg vivono il contrasto che emerge fra i due amati figli, avendone uno fedele all’Impero e l’altro irredentista convinto.
I protagonisti sono ben delineati. Il conte Franz, capofamiglia, fedele all’Impero per tradizione del casato, trasmette fortemente ai figli questo messaggio. La moglie, Caterina, fedele anche lei agli Asburgo, donna sensibile e di grande personalità, si prodiga con saggezza al mantenimento dell’equilibrio familiare. Il primogenito, Ferdinando, medico, perfetto gentiluomo, segue gli insegnamenti paterni fino a diventare anche lui autorevole e saggio. Il secondogenito, Carlo, carattere romantico e idealista, è affascinato dall’irredentismo ed è pronto a dare la vita per l’Italia; è lacerato fra due sentimenti contrapposti, l’amore per la sua famiglia e la convinzione delle sue idee irredentiste.
Come affermato dalla giornalista dott.ssa Marina Silvestri, durante la presentazione dell’opera, il romanzo è un affresco vivace e colorito della società asburgica del tempo. In particolare per il modo di pensare e comunicare di quell’epoca. Il romanzo s’inserisce nel filone del mito dell’”Austria felix” con ulteriori approfondimenti, come scrive il giornalista in un articolo de “Il Piccolo” del 28/10/2010.

Leggi la presentazione di Gabriella Valera Gruber