Graziella Semacchi Gliubich

Nata a Trieste da padre dalmata e madre istrocarsolina. Ha tre figli e due nipotine. Vedova da molti anni, si è appena, felicemente, risposata.
Pubblicista, ha collaborato dal 1983 al giugno 2010 al settimanale diocesano “Vita Nuova”, curando la pagina della cultura, l’angolo del dialetto e con articoli di genere vario. Ha collaborato  inoltre con la locale sede Rai nella trasmissione radiofonica “Voci e volti dell’Istria” (regia di  Marisandra Calacione) dal 1991 al ’96 con testi espositivi. Ha scritto sul quotidiano “Il Piccolo” dal 1994 al ’95 nella pagina della donna diretta da Annamaria Naveri.

Suoi lavori in prosa:
“Umberto Saba – sei donne per un poeta", “Trieste, la donna e la poesia del vivere, aa.vv., “Parole lontane”,aa.vv. “O soldi o vita” (racconti istriani), “La vita xe un omlet”, “Coss’te me conti nona?” e "Me le digo e me le conto" tutti pubblicati dalla Ibiskos di Antonietta Risolo.
“Ciacole fra le pignate” ( edit. Danubio),  con la Ibiskos “Zogar co le parole” ed. Luglio

Ha curato per Vita Nuova l’antologia “La nostra gente racconta”
Una sua commedia in dialetto è stata più volte rappresentata.
Ha vinto numerosi premi per la prosa e la poesia.
Ha partecipato con un saggio al convegno sul cinquantenario della morte di Saba, tenutosi al Revoltella, organizzato dall’Università Cattolica di Milano.
La sua attività poetica  si snoda nell’arco di trent’anni  con la pubblicazione dei libri  in dialetto triestino e in italiano
“La girandola de le done”:
“Calliope cara…”  silloge a sei voci
“Aghi de pomola”
“Falische”:
“Dimenticare gli alisei”:’ (I premio Leone di Muggia 2000)
“Sui scoi de la veciaia”

Alcune poesie sono state musicate da Bruno Iurcev e interpretate da Fiorella Corradini in diverse
manifestazioni : “Sufia la bora” ha ottenuto il III posto al concorso sulle canzoni triestine nel 2009.
Molti racconti e poesie sono inclusi in diverse antologie.

Ora ha un  problema: si è sempre firmata con il nome, il cognome del primo marito e il cognome di nascita e pensa che aggiungendo il cognome del secondo marito il tutto diverebbe più lungo della misura media delle sue poesie. Che  fare per non perdere la sua identità? Si accettano consigli, grazie

Graziella Semacchi Gliubich