Gabriella Solaris, "La Finalissima – Vita e Internet"

Come narra la leggenda, l’Araba Fenice rinasce dalle sue ceneri sempre, ricomincia con l’energia di chi non sa nulla del mondo ed è pronto a costruire qualcosa. Così la donna della storia rinasce dopo un matrimonio finito, storia questa banale e non singolare, naturalmente, che però l’autrice ci fa amare per l’ironia disincantata con cui affronta la ricerca del nuovo compagno. Non è sempre necessario un uomo al fianco di una donna, la nostra amica lo sa, ma in egual modo sa di voler rinnovare una vita fin qui scorsa regolarmente e ora svuotata degli impegni familiari classici. E sicuramente la cosa che più stimola la simpatica signora è avventurarsi in un mondo che non conosce, affidare al caso un prossimo incontro amoroso, insomma sfidare l’ignoto.
Ascoltando i consigli di buone amiche, forse smaniose di novità pure loro, diventa Gaby58 ed entra ufficialmente a far parte di una folta schiera di donne e uomini che chattando si mettono in gioco per trovare un nuovo amore. Sì, in gioco, perché di questo si tratta all’inizio: giocare nella vita è basilare e spesso tralasciamo questa meravigliosa capacità per interpretare la parte di adulti consapevoli e responsabili. Le chat possono essere uno splendido terreno di gioco se chi le usa ne è consapevole, oppure un pessimo luogo di tristi incontri se chi lo usa tradisce la propria vita reale.
Ma Gaby gioca, eccome: da qui in poi, complice la finale dei mondiali di calcio (se un uomo si collega durante quell’evento è automaticamente premiato), seleziona una serie di figure maschili che si materializzano sul suo desktop. E narra di incontri sempre diversi, intriganti, perversi e anche importanti, facendo restare il lettore attento e curioso.
Insomma è una storia da leggere, davvero divertente ed educativa senza pretese da gran romanzo, sarà per il lettore un simpatico viaggio scanzonato, ma formativo; avere fiducia sempre nelle nostre possibilità, provare ancora a vivere e soffrire, sono questi i mezzi che Gaby ci racconta essere il banco di prova per superare le difficoltà, per imparare a difendersi con la certezza di un lieto fine.

Recensione a cura di Federica Ribolli