Fabia Trotta, "Tutti a Volcigrad!"

Un due tre... Un modo insolito e scanzonato per introdurre e anticipare i capitoli di questo romanzo con cui Fabia Trotta, anche raffinata poetessa e pittrice per diletto,  ci fa partecipi di una storia che narra di due amiche, Giovanna e Tanja con le loro famiglie, i figli e gli amici in un vortice di situazioni che accomunano la vita quotidiana di tutte le case del mondo: l'infanzia, il lavoro a scuola,  le vacanze, le partenze e i ritorni. Frammenti di vita e manciate di ricordi che come tante piccole tessere di un mosaico vanno a formare un unico racconto.
Ciò che lega i vari momenti del libro è innanzitutto l'amicizia che le due protagoniste sanno far crescere e rinsaldare anche nei giorni più difficili quando il dolore costringe a riconsiderare la vita. E tra le pieghe dei sentimenti non trova spazio la rassegnazione o il fatalismo,  bensì l'accettazione del proprio destino, a volte amaro, ma sostenuto dalla forza che sanno dare gli affetti e la condivisione di speranze e aneliti.
Il racconto è narrato con un linguaggio morbido e pacato, semplice e al tempo stesso finemente descrittivo che addolcisce gli aspetti più drammatici della storia, e consente di assaporare i momenti  autentici della vita vissuta da tutti i protagonisti nei quali non è difficile a volte riconoscere noi stessi.
Persino la natura, vista nelle albe e nei tramonti, metafora della nostra esistenza, è dipinta con rara efficacia come se le parole si smaterializzassero per  trasfigurarsi in un linguaggio pittorico, con le mille coloriture e sfumature depositate sulla tela.
E Volcigrad, piccolo borgo del Carso sloveno, meta da sempre programmata e sempre rinviata per le gite fuori porta,  si trasformerà in un luogo dell'anima,  diverrà un  luogo sognato, un rifugio dove placare le tempeste della vita, dove le angosce si stemperano in un paesaggio incantato.  Tutti a Volcigrad! Oltre a dare il titolo a questo delicato romanzo, è un invito, quasi un'incitazione ai lettori a non lasciarsi agire dalle cose, ma a trovare dentro noi stessi le risorse e il coraggio per affrontare la vita.
Recensione a cura di Maria Irene Cimmino