"Ipotesi" di Erica Bonanni

“Qual è il motivo per cui ti alzi al mattino?”

Una domanda semplice, diretta, chiara e allo stesso tempo, per un orecchio sensibile, complessa, cerebrale, torbida. Quesito banale o dilemma esistenziale?

Le risposte sono altrettanto ambigue: passando attraverso il vissuto dei singoli protagonisti si sfiora l’inevitabile mistificazione del senso comune. Cicatrici quasi sempre invisibili fanno da spartiacque fra malinconia e leggerezza.

Personaggi di ogni età, sesso ed estrazione sociale  “confessano” i proprio pensieri ad una sedicente ricercatrice/giornalista nel corso di brevi interviste. Fra questioni meramente fisiologiche e ambizioni concettuali trascendenti, emergono i sogni e le paure di qualcuno che sicuramente conosciamo, ma che naturalmente non siamo noi! Allora scopriamo che il motivo per cui Carlo, giovane neolaureato, si alza al mattino è urinare, mentre Lara, quarantenne irrequieta, lo fa per scrivere, Gustavo, pensionato, per correre e Bruno, idraulico per deviazione, si alza per fumare…

Con una visione lucida sulla mutevolezza e insondabilità dell’animo umano si alternano messaggi di speranza, sofferenza, felicità, amore, morte, fragilità, solitudine… lo sfondo è quello della vita quotidiana dell’uomo qualunque. Percezioni di qualcosa di romantico, grottesco, cinico, paradossale, stravagante fanno da cornice a ciò che sfugge a limiti oggettivi.

I personaggi si confondono in uno scambio continuo di ruoli e prospettive. Il punto di vista dell’uomo abbraccia quello della donna, la dimensione spazio-temporale del vecchio distorce quella del giovane e viceversa. Sono tanti o sono uno? Nella spontaneità della “confessione” la dualità dei sessi, la pluralità di generazioni e di situazioni personali cedono il passo alla loro indifferenziazione. Una volta aggirate le rigide convenzioni sociali di forma, appare la sostanza, con i suoi contorni sfocati: l’essere umano, il dubbio per eccellenza che resta tale nonostante i tentativi di dipanarlo.

Allo stesso modo, il dubbio fra realtà e finzione, fra vissuto e immaginato, fra autentico e decorativo è solo graffiato; la certezza è scongiurata. Allora l’illusione di poter trovare un senso nelle cose della vita va alimentata fantasticando su ciò che è, su ciò che appare e su ciò che vorremmo fosse.

Altrimenti, resta soltanto l’ordinario, ovvero l’espediente del senso comune.

Nessun principio, nessuna legge, nessun assioma, nessuna regola, nessun imperativo e nessuna verità assoluta: Ipotesi.