"Primavera di sangue"

Conti Editore Morgex, 2016

Nella Trieste della primavera del 1944, occupata dai tedeschi, due capitani della Wehrmacht, Gustav Winkler e Hermann Zaider, si confrontano segretamente sul futuro della guerra. Nel frattempo, Mikhajlo Huseynzade, carismatico partigiano azero, che combatte sul Carso, vuole seminare il terrore nel cuore stesso dei territori occupati, preparando due attentati dinamitardi in luoghi frequentati dai militari tedeschi: un cinema della frazione di Opicina e la mensa di via Ghega, a due passi dal comando delle SS. Al suo fianco, Ivan Ruski, suo compagno fin da quando caddero entrambi prigionieri mentre combattevano con l’Armata Rossa. A cinquanta chilometri di distanza, a Lipa, un paesino nella regione Liburnica, ai confini con l’Istria, il giovane Dejan fugge di casa per unirsi alla compagnia di partigiani guidata dal comandante Viktor. A tormentarlo l’amore non corrisposto per Marina, amica d’infanzia che sogna un’altra vita in Italia. Ad unire tutte queste storie l’obiettivo di una macchina fotografica: la Leica del soldato tedesco Martin Halder che testimonierà le rappresaglie naziste a seguito degli attentati e la follia omicida che si abbatterà su Lipa, cancellando dalla faccia della terra l’intero paese con tutti i suoi abitanti.
Primavera di sangue è un romanzo dalla narrazione corale dove l’autore, attraverso i suoi personaggi e alle vicende che si susseguono con un ritmo incalzante, pone il suo sguardo su quel controverso periodo storico macchiato dal sangue versato da tanti innocenti.