Maria Irene Cimmino intervista Antonello Dinapoli

Maria Irene Cimmino: Buon giorno Antonello, vorrei che ti presentassi ai tuoi lettori, dopo la pubblicazione del tuo primo libro: Il Mercoledì delle Ceneri.
Antonello Dinapoli: Buongiorno Maria Irene, buongiorno lettori e buongiorno malcapitati del web. Mi chiamo Antonello Dinapoli anche all'anagrafe e di mestiere faccio il giornalista radiofonico. Poco è cambiato da quando ho pubblicato il mio primo romanzo (pochissimi vantaggi economici, emotivi, esistenziali o sessuali): l'unica variabile che ha subito una notevole accelerazione è l'ansia da prestazione rispetto alla scrittura della nuova opera.
MIC: Quando hai sentito la necessità di cimentarti in questa nuova sfida?
AD: Avevo un blog e sperimentavo molto dal punto di vista della scrittura. Pubblicavo quasi quotidianamente post mediamente brevi (qualche migliaio di battute) e la cosa piaceva a me e ai miei lettori. Nel 2009 ho partecipato a un concorso letterario nazionale per racconti brevi e sono arrivato primo. Ho partecipato poi, qualche mese dopo, a un altro concorso nazionale e sono arrivato ancora primo. Ho partecipato infine a un terzo concorso e sono arrivato fuori dai primi 10. Allora ho pensato, come nella roulette, che fosse meglio fermarsi per un po' con i racconti brevi. Così ho scritto il Mercoledì delle Ceneri.
MIC: Da dove hai tratto ispirazione per la stesura di un testo dall'argomento così attuale, scomodo e trattato in modo tanto dirompente quanto innovativo?
AD: Dall'attualità, come hai giustamente fatto notare tu. E dalle persone che mi stanno attorno. In particolare spesso ho pensato a come avrebbero reagito le persone con cui passo la mia vita, se portate in un contesto estremo e messe di fronte a situazioni incontrollabili. E da molte di queste riflessioni sono nati gli spunti principali contenuti nel romanzo.
MIC: Perché proprio la droga e come hai scelto personaggi così problematici?
AD:La droga è una delle grandi livelle sociali. Taglia in maniera verticale l'universo di comportamenti umani e pone gli individui sullo stesso piano esistenziale e di relazione. Insomma, che tu sia produttore o consumatore (di droga), quando ti svegli al mattino comincia a correre.
MIC: Descrivici brevemente I protagonisti del tuo romanzo, che trovo molto ben caratterizzati da un linguaggio duro ma anche ironico e a volte sarcastico.
AD: C'è un professore di lettere che arrotonda il magro stipendio da precario statale vendendo droga (e consumandola), un ragazzino ribelle con la mania dei giubbotti di pelle e della giustizia sociale, una ragazzina in sovrappeso a cui piace studiare, mangiare ed essere lasciata in pace da tutti. Poi c'è un altro ragazzino che   vuole liberare i manichini di un negozio, un avvocato massone, un autista spericolato che legge Faletti e un onesto uomo d'affari a cui piacciono i ragazzini orientali. E un cane, un cane che mangia tutto.
MIC: Ciò che colpisce leggendo il tuo libro è il tipo di scrittura, perfettamente conseguente all'argomento, lucida e diretta. A quale autore ti sei ispirato e quali sono le letture che preferisci?
AD: Credo che senza James Ellroy, Andrea G. Pinketts e Don De Lillo sul comodino non staremmo parlando di questo romanzo.
MIC: A quale target di lettori ti rivolgi e pensi che un libro così possa costituire un modo per riflettere sulla nostra società, sui suoi mali?
AD: Mi piace pensare che il MDC possa essere letto da tutti, a vari livelli. C'è chi si è ritrovato con entusiasmo nelle avventure che coinvolgono i personaggi nella ricerca e consumo di stupefacenti e c'è chi si è fatto delle domande sulle abitudini segrete dei propri figli. E poi c'è chi si è fatto delle gran risate e chi, alla fine, un gran pianto.
MIC: Qual è il personaggio che preferisci e quello che "odi" di più?
AD: Li odio tutti e li amo. Durante i mesi della prima stesura,  sono vissuti tutti nella mia testa. Parlavano, mangiavano e dormivano con me. Una sensazione fastidiosa, ma necessaria. Quindi ho finito necessariamente per amarli.
MIC: Cosa stai scrivendo e cosa prepari per i tuoi lettori?
AD: E' in cantiere il secondo romanzo, una continuazione del MDC. Spero di arrivare a una trilogia. Contemporaneamente sto lavorando su un'altra idea: una zombie-story ambientata in Borsa. Cosa succederebbe se l'economia finanziaria fosse scossa da un'epidemia di morti viventi fra i suoi operatori?
MIC: A nome di tutti i lettori di Tutto sui libri ti faccio un grosso in bocca al lupo e arrivederci alla prossima pubblicazione