Alessandro Chittaro, "I buoni frutti della malapianta"

Alessandri, commissario di polizia che vive e lavora a Trieste, in una domenica che vorrebbe passare in tranquillità, risponde ad una telefonata che lo immerge nel suo prossimo caso di omicidio. In via Beccaria, strada del centro cittadino, viene trovato il corpo di un uomo ucciso da tre colpi di pistola. Le tracce lasciate sul luogo del fatto emergono lentamente per svelare uno scenario che riporta ai colpevoli, grazie alla composta ricerca del commissario.
E' il primo libro pubblicato da Alessandro Chittaro che ha poi continuato a scrivere di omicidi seguiti dal commissario Alessandri, l'attento e sensibile poliziotto che nonostante la difficile professione, riesce ancora a fermarsi a godere dei tramonti o ad amare una donna con sensibilità e attenzioni; o a rispettare i colleghi che collaborano con dedizione a risolvere i casi, persone con cui deve passare tante ore delle sue difficili giornate.
L'autore in questo suo primo romanzo racconta una storia dove il lettore facilmente può ambientarsi, sia per i luoghi, le nostre belle città italiane, sia per le figure dei personaggi, persone normali a cui capita di pensare ad un futuro migliore attraverso un sogno illecito, ma così allettante da sembrare giusto e realizzabile. Il potere del denaro che attrae, che una volta toccato lascia addosso il suo profumo e chiama. Che riempie gli occhi di visioni e tappa le orecchie ai richiami della coscienza. Il sogno si può avverare, tutto è più vicino, anche innamorarsi diventa più facile, si scopre il potere di infrangere le regole, di avere sfidato il mondo che forse per questo ti ammirerà.
Ma un omicidio è imperdonabile e va risolto, il morto va vendicato. E Alessandri che comprende i limiti del genere umano ma non li giustifica, dipanerà anche questa volta la matassa, con l’esperienza di una vita che sa fargli vedere dove sta il Bene.